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dc.contributor.editorCAFAGGI, Fabrizio
dc.date.accessioned2009-11-10T10:39:24Z
dc.date.available2009-11-10T10:39:24Z
dc.date.issued2009
dc.identifier.citationBologna, Il Mulino, 2009en
dc.identifier.isbn8815133283
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/1814/12795
dc.description.abstractIl contratto di rete ha una nuova disciplina legislativa con la legge 33, 8 aprile 2009. Uno strumento attraverso cui imprese, italiane e straniere, potranno costituire nuove forme di collaborazione per migliorare quelle esistenti. Con la definizione di regole dispositive le imprese, rimanendo giuridicamente ed economicamente indipendenti, possono intraprendere progetti industriali comuni, diretti in particolare ad accrescere la capacità innovativa e la competitività. Modello complementare a quello dei gruppi, il contratto di rete potrebbe costituire uno strumento particolarmente efficace di crescita per le piccole imprese prive delle risorse necessarie a realizzare innovazioni tecnologiche di processo e di prodotto. Il suo impiego e la sua efficacia dipenderanno dalla capacità di fornire servizi di consulenza e di accompagnamento alle imprese specialmente per la formazione di reti transeuropee. Una sfida per il mercato, le politiche pubbliche e l’accademia, chiamata a ripensare i confini disciplinari tra diritto civile e commerciale.en
dc.language.isoiten
dc.publisherIl Mulinoen
dc.titleIl Contratto di rete. Commentarioen
dc.typeBooken


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