Immagini di un mito tropicale: rappresentazioni visive del Borneo tra grafica e fotografia

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dc.contributor.author CHIARELLI, Cosimo
dc.date.accessioned 2012-11-30T15:32:25Z
dc.date.available 2012-11-30T15:32:25Z
dc.date.issued 2012
dc.identifier.citation Florence : European University Institute, 2012
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/1814/24600
dc.description Defence date: 25 June 2012 en
dc.description Examining Board: Professor Giulia Calvi, Istituto Universitario Europeo ( Relatore) Professor Jorge Flores Istituto Universitario Europeo Professor Luciana Martins (School of Arts, Birkbeck, University of London) Professor Luigi Tomassini (Università di Bologna)
dc.description.abstract Il piccolo regno di Sarawak, nella parte settentrionale dell’isola del Borneo, occupa un posto del tutto speciale nell’immaginario esotico Vittoriano. Grazie alla sua posizione geografica, alla ricchezza naturalistica, alla complessità etnica, ma soprattutto all’originale modello di amministrazione coloniale introdotto da James Brooke, fondatore di una dinastia di “Rajah bianchi” che regna sul paese per oltre un secolo (James Brooke 1842-1868 suo nipote Charles 1868-1917 il figlio di quest’ultimo, Vyner 1917-1946), questa regione viene percepita nella cultura europea del tempo come una sorta di “utopia tropicalista” all’interno dell’Impero. Questo mito coloniale si nutre di una ricca produzione di scritti, racconti di viaggio, articoli e pubblicazioni scientifiche e viene celebrato dalla narrative d’avventura (Joseph Conrad, Emilio Salgari, tra gli altri). Ma è soprattutto attraverso le immagini, illustrazioni di libri e riviste, album di fotografie, lantern slides, che esso penetra in profondità nell’immaginario popolare del periodo. Concentrandosi essenzialmente sulle fonti visive, questo lavoro persegue un duplice obiettivo. Da una parte, lo studio del corpus iconografico, composto in gran parte di disegni e incisioni, realizzato da viaggiatori, naturalisti, oltre che dagli stessi residenti, permette di isolare e rendere evidenti i processi attraverso i quali le immagini, nella loro produzione, ma ancora di più nella loro circolazione e consumo, concorrono a formare e fissare, una conoscenza condivisa e omogenea, anche se in gran parte immaginaria, di questo paradiso coloniale. Dall’altra, l’analisi approfondita di alcuni casi di studio, intesi come sguardi individuali che rimandano a tipologie differenti di osservatori (sguardo di genere, sguardo antropologico, sguardo coloniale), e in particolare delle immagini fotografiche da loro prodotte in un periodo di tempo relativamente ristretto (tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e il primo del Novecento), consente di mettere in evidenza il contributo della fotografia in questo processo di costruzione dell’immaginario; in che modo cioè la nuova tecnica si sovrappone ai precedenti mezzi di rappresentazione, con quali resistenze, adattamenti e stratificazioni. A dispetto della presunta “oggettività” per la quale la fotografia viene preferita, le immagini della ranée Margaret Brooke, dell’antropologo AC. Haddon, o dell’amministratore coloniale Charles Hose, mettono in primo piano la questione della soggettività e della ambiguità della visione, costringendo gli autori, e i destinatari della immagini a mettere a punto specifiche strategie di normalizzazione.
dc.language.iso it
dc.relation.ispartofseries EUI PhD theses
dc.relation.ispartofseries Department of History and Civilization
dc.title Immagini di un mito tropicale: rappresentazioni visive del Borneo tra grafica e fotografia en
dc.type Thesis en


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