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dc.contributor.authorGAETA, Paolaen
dc.date.accessioned2006-05-29T13:48:02Z
dc.date.available2006-05-29T13:48:02Z
dc.date.issued1997en
dc.identifier.citationFlorence, European University Institute, 1997
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/1814/4631
dc.descriptionDefence date: 18 May 1997
dc.descriptionSupervisor: Antonio Cassese
dc.descriptionFirst made available online on 22 May 2017
dc.description.abstractCome viene tradizionalmente notato, tra i pilastri di ogni moderno sistema processuale vi è il principio dell'effettività della tutela giurisdizionale, il quale principio richiede che sia garantito all'attore che può avere ragione il conseguimento pratico del bene che gli è riconosciuto dalla legge. Vi è però il pericolo che il tempo necessario allo svolgersi dei processo ordinario faccia giungere troppo tardi il provvedimento definitivo, perché nel frattempo si sono verificate circostanza tali da rendere impossibile (o più gravosa) l'attuazione pratica della sentenza di accoglimento della domanda giudiziale. Si tratta quindi di risolvere quello che è stato definito 'forse il più antico e più difficile problema pratico di ogni legislazione processuale': la necessità che il provvedimento definitivo, 'per essere praticamente efficace, sia emanato senza ritardo e la inettitudine del processo ordinario a creare senza ritardo un provvedimento definitivo'. Occorre in altri termini regolare 'uno di quei casi in cui la necessità di far presto si urta contro la necessità di far bene: affinchè il provvedimento definitivo nasca colle migliori garanzie di giustizia, esso dev’essere preceduto dal regolare e meditato svolgimento di tutta una serie di attività, al compimento delle quali è necessario un periodo, spesso non breve, di attesa; ma questa mora indispensabile al compimento dell'ordinario iter processuale rischia di rendere praticamente inefficace il provvedimento definitivo, il quale pare essere destinato, per amor di perfezione, a giunger troppo tardi, come la medicina lungamente elaborata per un ammalato già morto. Per neutralizzare il rischio di inefficacia pratica della tutela giurisdizionale derivante dalla durata fisiologica del processo ordinario, normalmente i sistemi processuali degli ordinamenti interni prevedono che il giudice possa proteggere medio tempore la posizione giuridica sostanziale dedotta in giudizio, in attesa della decisione finale. Per riferirsi all'insieme dei rimedi, di natura tipica o atipica, cui il giudice ricorre a tale scopo, nella terminologia italiana si ricorre all'espressione "provvedimenti cautelari", che può considerarsi equivalente a quelle correntemente utilizzate in ordinamenti stranieri (me sur es proviso ires, medidas cautelar es, provisionai reme dies, Vorsorgliche Rechtsschutz).
dc.format.mimetypeapplication/pdf
dc.language.isoiten
dc.relation.ispartofseriesEUI PhD thesesen
dc.relation.ispartofseriesDepartment of Lawen
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess
dc.subject.lcshPrecautionary principle
dc.subject.lcshInternational law
dc.titleI provvedimenti cautelari nel processo internazionaleen
dc.typeThesisen
dc.identifier.doi10.2870/112520
eui.subscribe.skiptrue


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