Open Access
Una e tante Riace : sotto assedio l'accoglienza che funziona
License
Access Rights
Cadmus Permanent Link
Full-text via DOI
ISBN
ISSN
2282-1694
Issue Date
Type of Publication
LC Subject Heading
Other Topic(s)
EUI Research Cluster(s)
Initial version
Published version
Succeeding version
Preceding version
Published version part
Earlier different version
Initial format
Author(s)
Citation
Rivista impresa sociale, 2021, No. 4, pp. 84-93
Cite
GALERA, Giulia, GIANNETTO, Leila, PISANI, Giacomo, Una e tante Riace : sotto assedio l’accoglienza che funziona, Rivista impresa sociale, 2021, No. 4, pp. 84-93 - https://hdl.handle.net/1814/73568
Abstract
La recente condanna in primo grado dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano e dei suoi collaboratori ha lasciato senza parole sia chi il tema dell’accoglienza lo ha nel cuore, sia chi il fenomeno migratorio e l’impatto sociale ed economico dell’accoglienza e dell’integrazione li ha studiati attraverso ricerche sul campo. Di qui sorge spontanea una domanda: come e in che misura è possibile innovare nel complesso campo dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti senza esporsi al rischio di essere accusati di peculato, turbativa d’asta o favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? Se è di inclusione autentica che vogliamo parlare, non andrebbe forse detto fuori dai denti che sono queste stesse regole, pensate per garantire un’accoglienza tampone, frutto di un approccio per lo più securitario ed emergenziale, ad aver fatto il loro tempo? L’articolo approfondisce in particolar modo alcune caratteristiche intrinseche al sistema di accoglienza italiano Si sottolinea, da un lato, come la logica burocratica esecutiva sottesa ad entrambi i sistemi ostacoli i processi trasformativi orientati ai bisogni delle persone. Dall’altro, si richiama l’attenzione sulla logica assistenziale connaturata nei servizi del sistema di accoglienza italiano, che non consente alle attività innescate dall’accoglienza stessa di diventare sostenibili nel tempo. L’assunto da cui l’articolo prende le mosse è che entrambi gli approcci, a cui le linee guida dei due sistemi si ispirano, riducano fortemente il margine di manovra delle organizzazioni di Terzo settore. Di qui la tensione a cui gli enti gestori sono sottoposti, alimentata dalla necessità di osservare regolamenti amministrativi la cui logica è antitetica a quella su cui si fondando i processi virtuosi di sviluppo locale.

