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dc.contributor.authorCOTICCHIA, Fabrizio
dc.date.accessioned2015-05-14T09:40:22Z
dc.date.available2015-05-14T09:40:22Z
dc.date.issued2015
dc.identifier.citationStefano M. TORELLI and Arturo VARVELLI (eds), L'Italia e la minaccia jihadista : quale politica estera?, Milano : ISPI ; Epokè, 2015, pp. 143-158en
dc.identifier.isbn9788898014699
dc.identifier.urihttps://hdl.handle.net/1814/35818
dc.description.tableofcontentsLe Forze armate italiane sono da anni impiegate nel contesto internazionale per affrontare quelle che sono percepite e definite quali “nuove minacce”, non puramente militari. In una concezione multidimensionale della sicurezza nazionale, fenomeni quali immigrazione clandestina, terrorismo internazionale, criminalità organizzata, pirateria, “stati falliti”, crisi regionali e disastri ambientali sono stati affrontati facendo ricorso anche allo strumento militare. Nello scenario post-bipolare le minacce alla sicurezza nazionale non provengono principalmente da attori statuali e da Forze armate regolari. Non è più prioritario garantire la difesa dei confini nazionali come avveniva durante la Guerra fredda. Pertanto si è passati da una concezione statica dello strumento militare a una modalità dinamica di continua proiezione esterna delle forze, tesa a garantire la stabilità in aree di crisi, dalle quali possono emergere nuove e complesse sfide per la sicurezza nazionale.en
dc.language.isoiten
dc.relation.urihttp://www.ispionline.it/it/EBook/L'italia%20e%20la%20minaccia%20jihadista.pdfen
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/openAccessen
dc.titleLe implicazioni per la politica di difesa e lo strumento militareen
dc.typeContribution to booken


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